4 curiosità che (forse) non sapevi sul Lardo di Colonnata | anticalarderiamafalda.com

4 curiosità che (forse) non sapevi sul Lardo di Colonnata

Mafalda srlMay 19, 2020

1 – Niente plastica, solo conche di marmo per la stagionatura La Comunità Europea voleva imporre l’uso di vasche di alluminio al posto delle conche di marmo per motivi igienici. Per fortuna delle università sono riuscite a dimostrare che le conche di marmo sono molto più sterili dell’alluminio, grazie al micro-ambiente ostile ai batteri creato dalla salamoia. Stagionare nelle sue pareti vive, che respirano, o usare recipienti inerti, di acciaio o peggio di plastica, non è sicuramente la stessa cosa. Poi non tutto il marmo è uguale: bisogna usare quello giusto, cioè quello a grana fine nel bacino dei Canaloni di Colonnata. La tradizione è salva!

2 – Benzina per i muscoli dei cavatori Quello che consideriamo oggi un’eccellenza della nostra gastronomia una volta era visto come un cibo povero dei lavoratori, data la non nobiltà del taglio e l’alto contenuto calorico. La produzione, il consumo e la cultura del lardo a Colonnata sono stati sempre legati al lavoro e in particolare alla vita dei cavatori che, fin dal tempo dei romani, utilizzavano il lardo nelle loro diete accompagnato magari da pane, cipolla ed un bel fiaschetto di vino. Con il suo notevole apporto calorico, riusciva a garantire ai cavatori l’energia necessaria per resistere alle fatiche del lavoro. Curiosa la storia che racconta che fu proprio un cavatore, mettendo dei pezzi di maiale, degli aromi e del sale in una conca di marmo, a scoprire per caso questa prelibatezza.

3 – Un prodotto 100% naturale Il Lardo di Colonnata è un prodotto 100% naturale: non contiene, infatti, allergeni, additivi, conservanti, coloranti, glutine, lattosio, ionizzanti e nano materiali. Nei mesi in cui resta a stagionare il lardo perde umidità per effetto del sale e si crea una salamoia letale per i batteri: è questo il segreto della trasformazione del grasso in Lardo di Colonnata.

4 – Anche Michelangelo Buonarroti ne era ghiotto Si racconta che Michelangelo ne era un grande estimatore e che, nel corso dei viaggi a Carrara, quando sceglieva personalmente i blocchi di marmo per realizzare i suoi capolavori, ne faceva enormi scorpacciate e portava a casa un rifornimento. D’altro canto, era piuttosto nota la sua predilezione per la cucina semplice e genuina e, come i cavatori, amava gustarlo su una semplice fetta di pane e pomodoro.