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Artikel: Che tipo di roccia è il Marmo di Carrara?

marmo
Carrara

Che tipo di roccia è il Marmo di Carrara?

Il marmo è da sempre sinonimo di eleganza, arte e architettura. Ma dietro questa parola così diffusa si nasconde una realtà geologica precisa: il marmo non è una semplice “pietra bianca”, bensì una vera e propria roccia metamorfica. E il marmo estratto a Carrara, uno dei più famosi al mondo, è l’esempio perfetto per capire di che tipo di roccia stiamo parlando.

Rispondere alla domanda “che tipo di roccia è il marmo di Carrara?” significa entrare nel cuore della geologia delle Alpi Apuane e comprendere come antichi sedimenti marini si siano trasformati, nel corso di milioni di anni, in uno dei materiali più apprezzati per scultura, edilizia e design.

Marmo: una roccia metamorfica, non un semplice “sasso” bianco

Dal punto di vista geologico, il marmo è una roccia metamorfica che deriva dalla trasformazione di calcari o dolomie preesistenti. Queste rocce carbonatiche, formate originariamente da sedimenti marini ricchi di carbonato di calcio, vengono sottoposte a alte pressioni e temperature all’interno della crosta terrestre. Questo processo, chiamato metamorfismo, riorganizza i cristalli di calcite (e talvolta di dolomite) in una nuova struttura più compatta, dando origine al marmo.

Nel caso del marmo di Carrara, la roccia di partenza era costituita da spessi strati di calcari marini. Con il tempo, l’attività tettonica e il sollevamento delle Alpi Apuane hanno trasformato questi sedimenti in una massa cristallina omogenea. Il risultato è un marmo a grana fine o medio-fine, dal caratteristico colore bianco o bianco-grigiastro, con venature più scure dovute a impurezze minerali presenti nel calcare originario.

Questa struttura cristallina è ciò che consente al marmo di essere lucidato fino a raggiungere una brillantezza particolare, diversa da quella di molte altre rocce. È anche ciò che rende il marmo una roccia relativamente tenera rispetto ad altre pietre, ma al tempo stesso resistente e lavorabile: qualità fondamentali per la scultura e la decorazione architettonica.

Come riconoscere il marmo (e il marmo di Carrara) rispetto ad altre pietre

Nell’uso comune, la parola “marmo” viene talvolta usata in modo estensivo per indicare qualsiasi pietra lucidabile, anche quando non si tratta di un vero marmo dal punto di vista geologico. In realtà, il marmo autentico è composto in prevalenza da calcite e si riconosce per alcune caratteristiche chiave:

La superficie mostra un aspetto cristallino, con una tessitura “zuccherina” visibile osservando da vicino la roccia; il marmo reagisce agli acidi (come il semplice aceto) con un leggero effervescente, proprio perché ricco di carbonato di calcio; il suono che produce se battuto leggermente è pieno e compatto, diverso da quello di pietre più porose.

Il pregiato marmo di Carrara, in particolare, viene spesso definito “il marmo per antonomasia” per la sua diffusione storica e il suo aspetto molto riconoscibile: fondo bianco o bianco-grigiastro e venature grigio chiaro o grigio più intenso, distribuite in modo più o meno fitto a seconda della varietà. Le cave si trovano sulle Alpi Apuane, nell’area di Carrara, Massa e dintorni, ed è proprio l’origine geografica, unita alla tessitura, a permettere di distinguerlo da marmi simili provenienti da altre regioni.

Dal punto di vista commerciale, non tutto ciò che viene venduto come “marmo” è un marmo in senso stretto, ma nel caso del marmo di Carrara geologia e tradizione concordano: si tratta di un vero marmo metamorfico, noto e classificato come tale anche in ambito scientifico.

Il marmo di Carrara e la sua identità unica

Se guardiamo il marmo solo come roccia, potremmo dire che si tratta di “semplice” carbonato di calcio trasformato. Ma nel caso specifico del marmo di carrara entra in gioco qualcosa di più: un insieme di fattori geologici, storici e culturali che lo rendono unico. Le condizioni particolari delle Alpi Apuane, la qualità degli antichi calcari marini, il tipo di metamorfismo e la lunga tradizione di estrazione hanno prodotto un marmo dalla grana estremamente fine, molto apprezzato dagli scultori per la possibilità di ottenere dettagli precisissimi.

Non è un caso che grandi artisti come Michelangelo abbiano scelto Carrara per molte delle loro opere e che ancora oggi il marmo estratto in questa zona sia richiesto in tutto il mondo. Se vuoi approfondire gli aspetti legati al valore estetico e simbolico di questo materiale, puoi leggere anche il nostro articolo dedicato al marmo di carrara pregiato, dove raccontiamo come geologia e storia abbiano contribuito alla sua fama.

Marmo, Colonnata e Lardo di Colonnata: quando la roccia entra in cucina

C’è un aspetto affascinante del marmo di Carrara che va oltre l’arte e l’architettura: la sua presenza nella tradizione gastronomica locale. Nel borgo di colonnata, sospeso tra le cave e la valle, il marmo non è solo paesaggio, ma parte integrante del processo di stagionatura del celebre lardo di colonnata.

Le conche di marmo in cui viene posto il lardo non sono semplici contenitori, ma sfruttano proprio le caratteristiche fisiche del marmo: inerzia chimica, capacità di mantenere una temperatura relativamente stabile e traspirazione controllata. È un esempio perfetto di come una roccia metamorfica, nata milioni di anni fa dalle profondità della Terra, possa diventare protagonista non solo nelle gallerie d’arte, ma anche sulle nostre tavole.

Capire che tipo di roccia è il marmo di Carrara significa quindi mettere in relazione geologia, artigianato, arte e gastronomia. Il marmo non è soltanto “una bella pietra”, ma il risultato di una lunga storia naturale che, nel caso delle Alpi Apuane, si intreccia con il lavoro dell’uomo, la cultura locale e prodotti tipici che non potrebbero esistere nello stesso modo senza questo straordinario materiale.

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